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Cos’è la pediculosi?

Sono piccoli quasi microscopici parassiti che quando si presentano fanno scoppiare panico in asili, scuole e comunità.

Non sono i componenti di una terribile baby gang ma i pidocchi: parassiti che accompagnano da sempre l’uomo e che, in determinati periodi, in particolare tra agosto e novembre scatenano infestazioni.
In tali periodi è opportuno alzare la vigilanza e controllare con maggiore attenzione le teste dei piccoli (specialmente dai 3 agli 11 anni).  Sono le bambine ad essere colonizzate maggiormente perché i pidocchi prediligono chiome folte e capelli lunghi.  Lontano dal corpo umano i pidocchi non sopravvivono per più di 48/72 ore

…alcune buone regole!

A casa una volta la settimana ispezionare la testa del bambino in occasione di bagno e shampoo e l’operazione va effettuata nel modo più naturale possibile per non creare ansia ad esempio scompigliando lentamente i capelli mentre si asciugano con il phon.  I pidocchi di solito stanno attaccati alla radice del capello. Dove guardare? Nella zona della nuca e dietro le orecchie. Verificare se non si tratta di forfora (al soffio va via) se sono lendini rimangono legate al capello e per rimuoverle esercitare un po’ di pressione.  Se a scuola o in comunità si sa che c’è una presenza, i controlli vanno fatti in modo frequente e su tutti i componenti della famiglia.

Infine importante e periodica la pulizia dei tessuti, lavare ed aerare. Lavare i vestiti a 70 gradi come i pupazzi di peluche. E’ bene un intervento immediato e usando prodotti specifici in farmaci (spray, shampoo…).  Dopo la prima applicazione e dietro presentazione del certificato medico il piccolo può rientrare subito a scuola o in comunità evitando perdita di lezioni, sedute e l’isolamento.

Cosa fare in comunità?

Nelle comunità gli oggetti che potrebbero trasmettere tali parassiti sono fermagli, cuffie, nastri, pettini e cappellini. Pertanto non lo sono giocattoli comuni, sedie, tavoli, pareti….

La prassi che viene adottata nella nostra comunità è un controllo periodico tramite operatori sanitari professionali (terapisti ed infermiere) e gli operatori sociosanitari. 
Nel caso in cui si dovesse rilevare un caso di pediculosi viene subito contattata la famiglia del minore in modo da sollecitarla che già dal giorno stesso al rientro a casa il minore deve effettuare lo shampoo specifico e si invita la mamma a mettere in pratica la pulizia dell’ambiente domestico (lenzuola, materassi, tessuti, giubbotti) e ad estendere il controllo a tutti gli altri componenti della famiglia. Al minore cui riscontano pidocchi non viene consentito di effettuare la terapia e si consente il rientro dopo avvenuto debellamento del fenomeno. Si comunica a tutti i familiari lettera di prevenzione per sensibilizzare e sollecitare la collaborazione per essere attenti e fare lo shampoo quando necessario.

Cos’è la prevenzione?

A livello di prevenzione la migliore, è sempre quella di controllo la testa del bambino (e dei familiari) per scorgerne subito la presenza ed eliminarla quando non ha raggiunto il suo massimo sviluppo. Si fa presente inoltre che l’intervento deve essere immediato e mettendo da parte i rimedi della tradizione popolare perché non risolvono il problema (uso dell’aceto, strofinare i capelli, petrolio) farsi consigliare dal medico o dal farmacista il prodotto specifico per annientare i fastidiosi animaletti. Dopo il lavaggio è necessario il pettine che danno in dotazione con l’acquisto del prodotto perché con il suo uso vengono tolte le lendini. Il trattamento dello shampoo deve essere fatto ogni due giorni e in questi due giorni usare il pettine a denti fitti. Oltre le composizioni farmaceutiche ci sono altre formulazioni di shampoo anche di tipo naturale che vanno valutate previo parere del proprio medico di base.